ATTENZIONE: EFFETTO COCKTAIL PARTY

Si sente parlare spesso di memoria, a volte quasi come se fosse la funzione più importante di tutto il nostro sistema cognitivo. Ma è davvero così? Non c’è dubbio che i numerosi e diversi tipi di memoria che il nostro cervello è in grado di elaborare rivestano un ruolo importantissimo nel permetterci di muoverci correttamente nell’ambiente intorno a noi, ma   cosa si sa dell’attenzione e quanti conoscono veramente la sua importanza?

L’attenzione è un’abilità essenziale del nostro sistema cognitivo, fondamentale anche per l’attivazione di altri processi cognitivi, per esempio la memorizzazione. Eh si perchè pochi lo sanno ma NON SI RIESCE A MEMORIZZARE CIO’ SU CUI NON SI PRESTA ATTENZIONE. 

Capita spesso ad ognuno di noi di trovarsi in compagnia e ci viene presentata una persona sconosciuta, alla quale diamo la nostra mano e questa persona ci dice il suo nome. Chi ha mai provato la fastidiosa sensazione di non ricordare il nome della persona appena conosciuta immediatamente dopo aver sentito il suo nome?

E’ luogo comune interpretare questa “dimenticanza” come un problema di memoria, in realtà è un problema di attenzione! Nel momento in cui ci viene presentata una persona la nostra attenzione si rivolge, tipicamente, verso altri dettagli come ad esempio il modo in cui mi sta stringendo la mano, alcuni particolari del suo abbigliamento o del suo volto, ecc. Non filtriamo, non ci concentriamo sul nome che in quel momento questa persona ci sta dicendo e quindi non potremo assolutamente ricordarlo, perchè l’informazione non è nemmeno stata codificata, cioè non è stata inserita all’interno del magazzino di memoria e, quindi, non può essere recuperata.

Ecco allora che si inizia a cogliere meglio il ruolo di un particolare tipo di attenzione, l’attenzione selettiva: essa agisce come un filtro, un fascio di luce che fa passare ed illumina solo le informazioni rilevanti e discapito di ciò che in quel momento non è rilevante. Lo studio dell'attenzione selettiva è stato avviato da Cherry (1953), il quale cercò di capire perché, fra stimoli molteplici provenienti dal mondo esterno, il soggetto ne selezioni alcuni lasciandone decadere altri. Egli arrivò a dimostrare la capacità selettiva attraverso un fenomeno noto come “effetto cocktail party”, anch’esso molto comune in ognuno di noi: quando ci troviamo in una stanza molto affollata fra tintinnii di bicchieri, musica ad alto volume e chiacchiere riusciamo comunque a seguire con chiarezza una conversazione, filtrando quindi, senza accorgercene, le informazioni che ci interessano.

Il nostro cervello mette in atto un meccanismo complesso e compie un vero e proprio capolavoro. Dal punto di vista delle neuroscienze, gli studi sull’attenzione ci dicono che questa dipende in gran parte dall’entrata in gioco della corteccia frontale (un’area del cervello posta sotto la nostra fronte) che è in grado di bloccare tutte quelle informazioni che competono con il compito rilevante, per esempio ascoltare ciò che ci dice un’amico tagliando fuori le voci e i rumori circostanti.

Svolgere esercizi quotidiani capaci di allenare l’attenzione è fondamentale, soprattutto al giorno d’oggi che siamo immersi in un mondo frenetico che ci costringe a passare da un’attività all’altra velocemente, a non dare alla mente il tempo necessario per una corretta elaborazione delle informazioni e a svolgere più attività contemporaneamente. Provate, quindi, a notare durante la vostra giornata quante cose di un particolare colore vedete intorno a voi o quante volte sentite pronunciare una determinata parola o un numero. Aumenterete il vostro spirito d’osservazione rinforzando la capacità selettiva dell’attenzione e la cura dei dettagli, non solo automaticamente anche la vostra memoria troverà beneficio perchè: “se sto attento, ricordo!”