L’idea nasce da una domanda forte e dirompente: “La demenza, la malattia sono solo tempo di fatica, perdita, angoscia? Oppure tra le loro pieghe si nasconde ancora vita?”. Un' intuizione di Letizia Espanoli, formatrice socio-sanitaria con più di 28 anni di esperienza nell'ambito delle demenze: creare su tutto il territorio nazionale una opportunità per le famiglie ed i malati.  Nuove idee, occasioni di incontri, laboratori guidati da operatori che sono formati attraverso un training unico ed innovativo: i Felicitatori ®.

 

La malattia è solo fine della salute e delle possibilità o può diventare inizio di un percorso di possibilità?  Il Sente - mente project ® è diventato nel tempo una grande opportunità per tutti coloro che con-vivono con malattie degenerative, per i familiari e per gli operatori. Un progetto per la residenzialità ma anche per i servizi domiciliari. Un modello organizzativo per i servizi capace di creare risposte alla complessità assistenziale. 

 

Un grande progetto nazionale ed internazionale per portare più vita nelle malattie. 

 

LA VITA CONTINUA OLTRE LA DIAGNOSI

 

Troppe volte ci siamo detti: i dementi non capiscono nulla, sono un problema, sono affetti da disturbi del

comportamento, sono agitati, sono aggressivi... Le persone affette da demenza “sentono”. E se i disturbi del comportamento fossero linguaggio? L’urlo disperato di persone che chiedono di essere comprese e non sedate? Ecco allora che nuove conoscenze, nuove idee, nuove visioni sono necessarie.

 

Nel 2015 sono diventata una Felicitatrice, per allenare in primis me stessa e poi le persone che convivono con la demenza, gli operatori e i familiari a guardare la demenza con occhiali nuovi, potenziando la loro intelligenza emotiva attraverso la scoperta dei 5 pilastri del progetto. 

1. la vita non finisce con la diagnosi

2. il corpo influenza la mente e la mente influenza il corpo (cornice scientifica PNEI e l'epigenetica)

3. la psicologia positiva

4. con-tatto

5. comportamenti speciali

 

una strada davvero efficace per arrivare al nocciolo vitale di queste persone, che ancora esiste, tra le pieghe della malattia.

 

Attualmente il mio impegno con questo progetto si concentra presso i nuclei specialistici delle APSP Margherita Grazioli di Povo e Giovanni Endrizzi di Lavis, ma cerco di diffonderlo anche ai familiari che vivono a casa con il loro caro malato e che incontro nel mio studio privato a Trento, in Via Zambra, 11.